Pensavo fosse amore, invece… No
Ciao,
mi chiamo Daria e la Mia Triste Storia è iniziata davanti ad un uomo che parlava di immondizia. C’era questo ingegnere quarantenne con un cappotto nero di pelle lungo fino ai piedi che pareva appena uscito da Dallas che ci spiegava il ciclo dei rifiuti, e il mio futuro amore (ahahah) mi prese la mano. Indimenticabile. Il momento più romantico della mia vita, e non sto scherzando. Avevo il cuore a mille. Poi, dopo la lezione, un amico comune ci ha riaccompagnati a casa. Lui (che per comodità chiameremo l’Instabile), ha fatto a gomitate per sedersi accanto a me, e anche lì, in quella macchina dalla cui autoradio i Beatles cantavano, beffardi, “Here comes the sun”, ha intrecciato la sua mano alla mia. Poi è sceso di corsa senza salutarmi. Questo per tre giorni di fila. Mani intrecciate e mai una parola. All’alba del quarto giorno me lo sono ritrovato sul pianerottolo di casa che, trafelato e timidissimo, mi diceva che lui era spaventato, inadeguato, preoccupato, che non aveva mai avuto una donna in tutta la sua vita, che sua madre era matta e aveva fatto scappare suo padre, che le sue zie erano matte e che avevano fatto scappare i suoi zii e che sua nonna era matta e suo nonno non era scappato solo perché era venuto a mancare prima. Ma che lui mi amava, mi amava in silenzio da mesi, e ci voleva provare, per la prima volta in vita sua, malgrado la sua supposta pazzia. Gli ho preparato la colazione e subito dopo una bella chiacchierata ci siamo messi insieme. E io stavo bene. Veramente, tranquilla. Senza dubbi e senza fremiti. Per la prima volta in vita mia convinta al 100% che lui, l’Instabile, fosse quello giusto, perché a dirmelo era l’unico giudice che riconosco:la pancia. E la pancia mi diceva: “Sì, sì, sììì!”. Invece no. Dopo 4 mesi di tenerezze, affetto, coccole e blablabla, lui se ne esce così: “Dada, noi non possiamo stare insieme. No. Perché ci sono troppe cose nella mia vita più importanti di te, e visto che io sono femminista(…) non posso restare con te se non ti metto in primo piano. Io sono destinato alla solitudine. Per sempre. Ciao”. Mi si è spezzato il cuore in trentamila pezzi. Vi risparmio l’angoscia di tutti i mesi a seguire, l’insonnia, i tremori, la solitudine, i singhiozzi. La mancanza di quel tenero ragazzo affettuosissimo che era stato. Tanto, se siete su questa pagina, è probabile che siano tutti momenti che abbiate passato anche voi. Ma mi ha fatto veramente male, mi ha fatto franare l’anima.
E’ passato tanto tempo, avverto ancora la ferita e mi sento il carattere cambiato, ma qualcosina l’ho imparata e voglio condividerla con voi. Magari, può essere utile a qualcuno.
Se una persona non ti ama, non puoi arrabbiarti con lei. Non ti ama e basta, non ci pensare due volte e vattene (prima che ti distrugga).
Certe persone non ti possono dare di più di quello che già ti hanno dato. E’ tutto quello che hanno, se non ti basta lascia perdere subito.
Se un ragazzo ti dice: “Io sono matto”, magari lo è veramente. Credigli. E corri!
Ok, forse ho ancora un po’ il dente avvelenato, lo sento perché mi si stringe lo stomaco mentre scrivo.
Vi saluto affettuosamente, grazie di aver letto questa Mia Triste Storia.
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….cioè fammi capire, non s’è più fatto vivo????
Viola le regole del blog?
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Sarà gay?
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Oddio. Non ci ho mai pensato. Mi sembrava molto passionale e appassionato. Vediamo. Lo monitoro, da lontano eh, e vi faccio sapere se emerge qualcosa di nuovo..
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Lui ha continuato a cercarmi per un paio di mesi, con i suoi occhi da pesce innamorato e il bisogno viscerale di avermi vicino. “Ci rimettiamo insieme?”, “No, mai. Non è per me, non insistere”, “Ma non sto insistendo,sei tu che mi stai sempree appiccicato”, “Scusa, addio”. Non ci siamo parlati per un po’. Ad oggi abbiamo un cordiale rapporto di amicizia (…), in cui lui mi scrive un giorno su 2 per raccontarmi, nel dettaglio, del suo lavoro. Anche se io non rispondo lui scrive ugualmente.
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Guarda, ti sei risposta da sola. Spesso i ragazzi le sparano grosse. Quando li stai conoscendo ti senti dire frasi tipo: “Sono pazzo.” o “Sono un bastardo, sappilo.” e via dicendo. E tu pensi: “Ma guaaaaarda, sta facendo il bad boy per fare più colpo. Che tenero.”
Che tenero un corno.
I ragazzi dicono la verità. Si chiama mettere le mani avanti. Io appena uno mi dice “Guarda, io sono…più sensibile degli altri” SCAPPO. Come un fulmine.
Mi dispiace tantissimo che tu ti senta a pezzi, credimi, ma che hai accanto un Instabile è meglio scoprirlo PRIMA!
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Ale, sante parole le tue…Sottoscrivo.
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Sottoscrivo anchio..veramente parole sante, purtroppo in amore si soffre + facilmente che in tante altre cose.
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