A.A.A. Amanti Abbandonati Anonimi
Accidenti se è difficile alzarsi in piedi e cominciare.
Ahem…coff coff…ok, l’ho promesso, quindi lo farò. Eccomi qua.
Gli Alcolisti Anonimi cominciano con una formula precisa: salutano e dicono il proprio nome (e quindi non capisco perché si bullano di essere anonimi). Io vi saluto – CIAO! – ma il mio nome non ve lo dico, perché qui vige la legge sulla privacy. Vi concedo al massimo un nickname, quindi potete chiamarmi Ale ( e se fate i bravi un giorno vi dirò per che cosa sta).
Mi sono dilungata. Ok, ricominciamo: Ciao, sono Ale e sono qui per raccontarvi la Mia Triste Storia. O – meglio – la fine della suddetta, visto che questo è un blog all’insegna del Mal Comune Mezzo Gaudio. Dicono che aiuta e io, anche se ritengo di esserne ormai fuori da tempo, ho accettato di testimoniare.
Premessa: credo di essere una ragazza “normale”. Nel senso che non mi drogo, non guardo il Grande Fratello (che sarebbe peggio), lavoro ed ho una vita sociale decente. Il mio segno particolare è incappare in una serie di disagiati cronici e lasciarmi intenerire. Questa è la storia del Disagiato Piu’ Disagiato di tutti, ma non è escluso che possa tornare ad importunarvi con le mie altre brillanti esperienze.
La Love Story. E dire che all’inizio Lui neanche mi piaceva. Insomma, al primo appuntamento non ha fatto altro che parlarmi di lavoro e io avrei voluto prendermi a schiaffoni da sola. D’altronde ci eravamo incontrati proprio in azienda, quindi era l’unico argomento con cui si poteva partire. Che palle, però! Ricordo di avergli dato una seconda chance per un senso di Estrema Misericordia dato che il nostro eroe si era trasferito circa un anno prima da un’altra città e la tipica cordialità degli esponenti della nostra provincia lo stava portando sull’orlo del suicidio. Comunque, la seconda volta che siamo usciti è andata molto meglio e il feeling è cresciuto esponenzialmente. Dopo un paio di mesi di frequentazione ci siamo messi insieme ed è cominciata una sorta di simbiosi che ci ha portati a convivere dopo altri quattro mesi, o giù di lì. Che dire? I miei lo odiavano (perché evidentemente avevano già intuito qualcosa), ma io lo adoravo perciò verso la fine dell’anno ho accettato con coraggio la sua decisione di tornare a casa sua, con la promessa che – dopo un poco – lo avrei raggiunto per Vivere Per Sempre Felici E Contenti. Uah uah uah, se ci penso adesso mi sembra di sentire un coro di cherubini che riecheggia nell’Alto dei Cieli: “Sceeeeema! Sceeeeema! Sceeeeema!”
Titoli di Coda. E così Lui è tornato dalla sua Mammina. Per un paio di mesi la situazione è stata accettabile, anche se siamo diventati azionisti di maggioranza di Trenitalia e di ogni operatore di telefonia mobile ammesso nel nostro Paese. Non avevamo progetti concreti, ma il rapporto sembrava solido. O – meglio – a me sembrava solido (e qui tornano i cherubini, lo so, lo so.)
Poi la vigilia del nostro anniversario lui mi ha telefonato tutto felicino, mi ha parlato delle imminenti vacanze estive e di quanto ci saremmo divertiti, con contorno di “Ti amo, ti amissimo, non posso stare senza di te”. Il giorno dopo, ad un anno esatto dalla Felice Unione, ho aperto la chat di MSN e lui – senza nemmeno salutare – mi ha detto testualmente che non ce la faceva più ad andare avanti.
Comprensibilmente, sono andata in shock anafilattico, soprattutto perché – come avrete capito – è stato un bel fulmine a ciel sereno. Non ho avuto spiegazioni, non le ho neanche adesso. Il simpaticone non ha trovato di meglio che spegnere il telefono per tre giorni, poi quando mi ha riparlato mi ha detto qualcosa del tipo “Ti accontenti troppo di quello che hai, non sei abbastanza ambiziosa…” O_o della serie che se mi avesse detto di avermi tradita cento volte avrei capito qualcosa di più.
Ahio, che male. Ora lo so, il cuore si può spezzare e il rumore che fa è simile a quello di un grissino sbriciolato: CRAAAACK. I giorni immediatamente successivi sembravo uno zombie col mal di testa e la lacrima facile. Per dire, ascoltavo Jovanotti e frignavo. Vedevo Beautiful in televisione e frignavo. Mia sorella mi diceva “Dai, non essere triste, tanto era un coglione” e io – indovinate un po’? – frignavo. Poi il tempo ha fatto il suo sporco lavoro. Per quel che mi riguarda è stato più lento di quanto sperassi, ma mi considero un animino sensibile e – in fondo – anche se ci ho messo tanto, non mi vergogno perché credo di aver raggiunto un buon equilibrio.
Col senno di poi. Credevo di aver vissuto una storia perfetta, ma la delusione porta alla riflessione e, da qui a valutare anche certi particolari che lì per lì non avevo considerato, il passo è stato breve.
Punto primo: Mi è servito. Non sono una masochista, ma questo tipo di delusione mi ha fatta rimuginare parecchio sul mio carattere con il risultato che parte della mia insicurezza cronica è volata via. Sembra un controsenso, ma non è così: a forza di autocritica sono arrivata a considerare che io avrò fatto i miei sbagli, ma non è che Lui fosse un santo. E più valutavo il suo atteggiamento e lo paragonavo al mio, meno i miei errori mi sembravano madornali.
Punto secondo: ho pensato parecchio anche all’amore in generale e posso affermare senza timore di essere smentita che non si tratta di essere “perfetti”. E’ del tutto irrazionale, quindi non si avranno mai situazioni in cui “vince il migliore”, così come non c’è una miscela per la storia eterna. Si tira il dado e si vede come va, ecco.
Punto Terzo: il tempo cambia tutto, compreso il carattere delle persone. Ora che mi guardo indietro non vedo come avrei potuto vivere accanto a qualcuno che aveva il suo atteggiamento (avete presente Furio, il tizio puntiglioso inventato da Carlo Verdone?). Ero immatura, me ne rendo conto. Ed è per questo che dico che l’amore eterno esiste, ne sono convinta, tutto sta però nell’azzeccare il momento giusto per entrambi.
Ora sono più serena ed ottimista e – anche se mi sono capitate altre batoste – riesco a prenderla con più filosofia. Vi pare poco?
PS: sono graditi i commenti di tutti. Tranne quelli dei cherubini.
5 Comments

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Credo che fondamentalmente(da quanto ho capito vi siete allontanati fisicamente perchè lui è tornato dalla mammina) lui non essendo innamorato quanto te, abbia semplicemente trovato un’altra in un periodo in cui per lui la vostra relazione era traballante…della serie: la persona “non” giusta, al momento “non” giusto, che fa del casino, rovina la storia per sempre e poi quando se ne va magari lui ti torna pure a cercare…vero?
ah…i genitori vedono sempre oltre, e ci vedono sempre bene, o per lo meno meglio di noi!
Viola le regole del blog?
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Guarda io GLI AUGURO che sia stato per un’altra. Perchè altrimenti vuol dire che è psicologicamente instabile. Ma non voglio indagare oltre, è passato del tempo e onestamente – ormai è un aneddoto che riesco allegramente a spifferare in un blog pubblico.
Tornano sempre ed a volte ci caschiamo, mentre altre, forti dei consigli di chi ha vissuto la nostra storia dall’esterno, forti dell’esperienza vissuta… riusciamo a liberarcene. Tutti siamo passati per questa “strada” che non ha fatto altro che lasciarci pillole di saggezza per vivere la vita ancora più intensamente, per affrontare un nuovo amore, tutto da scoprire, con la serenità di chi ha imparato qualcosa in più su se stesso.
Viola le regole del blog?
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Hell, yeah!
Aahahahahha adoro il tuo modo di scrivere!!! Ho avuto la stessa identica storia con un batterista egocentrico che tutt’a un tratto si è riscoperto egoista e quindi necessitava di starsene da solo (ok questo dettaglio non era troppo identico, in verità, ma gli sviluppi successivi sì e ho fatto pressoché il tuo stesso percorso esistenziale, dopo la rottura)..
Che dire, è davvero meglio avvedersene prima, di certe cose, che dopo troppo tempo!
Sono felice che anche tu, come me, abbia ritrovato la serenità. Un abbraccio!
Viola le regole del blog?
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